Software-defined e AI-powered: la visione di Velotic™ per il futuro della produzione autonoma 

Software-defined e AI-powered: la visione di Velotic™ per il futuro della produzione autonoma 

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Sintesi: Il debutto di Velotic come leader indipendente segna un passaggio verso una manifattura software-defined e AI-powered. Integrando Proficy®, Kepware® e ThingWorx®, l’azienda punta a superare i silos informativi e a raggiungere la “Data Primacy”. Kerry Grimes, Chief Partner Officer di Velotic, spiega come questa indipendenza, supportata da partner come ServiTecno in Italia, acceleri la transizione da operazioni assistite dall’uomo a operazioni autonome, aprendo nuove opportunità di crescita per l’industria italiana. 

Con la missione di aiutare le aziende manifatturiere a prosperare dotandole di sistemi produttivi software-defined e AI-powered, Velotic ha debuttato il 17 marzo come nuovo leader indipendente e specializzato, con l’obiettivo di ridefinire il panorama del software industriale. 

L’azienda nasce dall’integrazione di tre pilastri tecnologici riconosciuti a livello industrialeProficy, precedentemente parte di GE Vernova, Kepware e ThingWorx, precedentemente parte di PTC. Questo consolidamento è pensato per abbattere i silos dei sistemi legacy e creare un ecosistema unificato, capace di accompagnare le imprese verso la “Data Primacy”. 

L’architettura di Velotic prevede un sofisticato equilibrio tra due modalità operative: le Augmented Operations, che mettono a disposizione “power tool”, come raccomandazioni da co-pilot, per rafforzare il giudizio umano, e le Autonomous Operations, in cui l’AI gestisce processi complessi — dalla manutenzione predittiva alla schedulazione della produzione — con un elevato livello di affidabilità. 

L’azienda si fonda su basi solide, con oltre 350 milioni di dollari di ricavi, 1.200 dipendenti e una presenza globale in 27 Paesi. 

Per comprendere meglio la visione strategica alla base di questa nuova realtà e il modo in cui intende affrontare le sfide più urgenti del manufacturing, abbiamo intervistato Kerry Grimes, Chief Partner Officer di Velotic. 

La visione strategica alla base di Velotic: perché l’indipendenza conta 

La nascita di Velotic rappresenta l’aggregazione strategica di brand industriali fondamentali come Proficy, Kepware e ThingWorx. 

“Proficy, Kepware e ThingWorx sono tutti prodotti eccellenti, con una forte riconoscibilità di brand”, spiega Grimes. 

Con la creazione di una realtà autonoma, queste soluzioni vengono poste al centro di una missione estremamente focalizzata. 

Questa nuova missione è racchiusa nel nome stesso “Velotic”, una fusione strategica tra “Velocity”, che richiama l’agilità sul mercato, e il “Tic” del manufacturing, che evoca la precisione dei sistemi automatici e robotici. Un’identità che rafforza l’impegno ad aiutare le aziende manifatturiere a prosperare attraverso sistemi software-defined, capaci di elevare qualità e resilienza. 

“Riunendo l’esperienza e le competenze di Proficy, Kepware e ThingWorx, Velotic combina il meglio di questi portfolio di software industriale, collaudati e affidabili, in un’unica azienda fortemente focalizzata sulle operation industriali”, afferma Grimes. 

Grimes sottolinea come il fatto di essere una “società software pure-play di nuova indipendenza” consenta all’organizzazione di concentrarsi esclusivamente sul rendere le operation dei clienti più intelligenti, più predittive e più efficienti, assicurando che ogni innovazione sia progettata in funzione delle esigenze specifiche del settore industriale. 

Lo stack tecnologico: tre livelli, un unico ecosistema integrato 

Velotic costruisce le proprie fondamenta tecnologiche su un’architettura a tre livelli, progettata per funzionare come un unico ecosistema integrato, mantenendo al tempo stesso i punti di forza distintivi dei suoi brand principali. 

Kepware, Proficy e ThingWorx continuano a esistere come linee di prodotto distinte, ma oggi operano all’interno di una strategia unificata, pensata per garantire che i loro componenti lavorino insieme in modo fluido. 

Kepware rappresenta il fondamento di questo stack, fornendo la base essenziale per le industrial data operations. 

“Kepware continuerà a essere un leader di settore nell’accesso, aggregazione e astrazione dei dati OT, fornendo le fondamenta per industrial data operations fluide, una cybersecurity rafforzata e l’AI”, spiega Grimes. 

Questo livello contribuisce a garantire ai manufacturer la connettività sicura e universale necessaria per normalizzare i dati provenienti da hardware eterogenei, senza richiedere apparecchiature custom, riducendo i silos informativi e accelerando la visibilità a livello enterprise. 

Proficy opera al di sopra di questa base come livello dei sistemi operativi, concentrandosi su efficienza manifatturiera, qualità ed eccellenza operativa. La suite offre applicazioni robuste e ampiamente adottate, tra cui pianificazione dei processi, schedulazione ed esecuzione, insieme a controllo supervisione, gestione dei dati e analytics. Questi strumenti consentono visibilità in tempo reale e ottimizzazione dei processi direttamente a livello macchina. 

ThingWorx completa l’ecosistema come piattaforma evoluta per acquisire e automatizzare sia l’intelligenza autentica sia quella artificiale lungo l’intera impresa. 

“ThingWorx continuerà a fornire ai nostri clienti applicazioni per l’efficacia degli asset, l’engagement degli operatori e il miglioramento dei risultati di processo”, osserva Grimes. 

Sebbene questi prodotti restino disponibili separatamente per supportare soluzioni specifiche per i clienti, la visione di lungo periodo è focalizzata su un portfolio combinato e abilitato dall’AI. Velotic sta già integrando l’AI all’interno di queste offerte e la sta utilizzando anche per migliorare i processi di supporto e sviluppo prodotto. 

“Insieme e in modo combinato, la soluzione Velotic rappresenta un insieme di offerte unico e distintivo, capace di rendere le operation dei nostri clienti più intelligenti, più predittive e ottimizzate per ciò che verrà”, commenta Grimes. 

Questo allineamento strutturale offre ai clienti storici un percorso più coerente dall’accesso al dato grezzo fino all’azione autonoma, abilitato da una missione unica e focalizzata. 

Data Primacy: il percorso in 10 step verso l’AI 

Per colmare il divario tra dati di fabbrica frammentati e actionable intelligence, Velotic implementa un’architettura strutturata in 10 step, progettata per raggiungere la “Data Primacy”. 

Il framework affronta la sfida fondamentale dell’AI industriale: la necessità di grandi quantità di dati puliti e ben strutturati. Il processo inizia con l’accesso sicuro e l’aggregazione dei dati grezzi, seguiti da astrazione e arricchimento. 

Organizzando le informazioni in un modello standardizzato e contestualizzandole all’interno del più ampio ambiente operativo, il sistema crea la base ad alta fedeltà necessaria per un machine learning efficace. 

La metodologia contribuisce a garantire che le informazioni non vengano semplicemente raccolte, ma affinate attraverso una gerarchia rigorosa che comprende data management, visualizzazione e analisi. Le fasi finali del percorso spostano il focus dall’insight all’esecuzione, facilitando dapprima l’intervento manuale e abilitando infine l’azione autonoma. 

Progettato per operare su una varietà e un volume molto ampi di dati manifatturieri, questo framework end-to-end consente alle organizzazioni di superare la sfida dei “data silo”. Stabilisce un ambiente scalabile in cui l’AI guida remediation in tempo reale e ottimizzazione dei parametri con un elevato livello di affidabilità, trasformando gli input industriali grezzi in un asset strategico. 

“Il portfolio integrato ci consentirà di utilizzare i modelli di AI in modo più efficiente lungo tutto lo stack, migliorando la visibilità, la presentazione e la comprensione dei dati, per mostrare informazioni reali, organizzate e presentate in modo strutturato ed efficace. Avere un unico team che guarda a tutto questo sviluppo in modo coordinato è fondamentale”, spiega Grimes. 

Augmented Operations e Autonomous Operations: la metafora del pilota 

Per illustrare il funzionamento di questa architettura sul campo, Velotic ricorre a una metafora tratta dal settore aeronautico, distinguendo tra operazioni aumentate e operazioni autonome. 

Nella fase augmented — paragonabile alle responsabilità di un pilota durante rullaggio, decollo e atterraggio — l’AI agisce come un co-pilot evoluto. In questa modalità, il sistema fornisce insight e raccomandazioni in tempo reale, ma il giudizio umano critico resta l’autorità finale. Un approccio che trasforma l’AI in un insieme di “power tool” a supporto degli operatori nella gestione di scenari complessi, nei quali sfumature ed esperienza restano indispensabili. 

Quando il sistema entra in modalità “cruise”, avviene il passaggio verso le operazioni autonome. In questa fase, un’AI ad alta affidabilità gestisce attività decisionali ripetitive e complesse, come manutenzione predittiva, remediation della qualità e ottimizzazione dei parametri. 

La roadmap di Velotic prevede un’evoluzione dalle raccomandazioni da co-pilot all’abilitazione di un’agentic AI capace di gestire processi complessi in modo indipendente. Distinguendo tra queste due modalità, l’azienda contribuisce a garantire che la tecnologia possa amplificare le capacità umane oppure gestire autonomamente i processi, a seconda del livello di affidabilità richiesto dal compito specifico. 

Oltre la commoditization: un mercato ad alta crescita 

La transizione verso operazioni autonome ad alta affidabilità si inserisce in un mercato globale dell’Industrial IoT, o IIoT, che è ancora lontano dal raggiungere la piena maturità. Nonostante alcune letture di mercato suggeriscano che le piattaforme Industrial IoT siano ormai mature, Grimes osserva che il settore è ancora lontano dall’essere commoditizzato. 

“Credo che la trasformazione digitale negli ambienti industriali sia ancora in una fase molto iniziale. Le piattaforme IIoT rappresentano una categoria distinta: si concentrano sull’integrazione OT/IT mission-critical in ambienti industriali eterogenei e fortemente caratterizzati dalla presenza di sistemi legacy”, spiega. 

I dati e le dinamiche di mercato rafforzano questa valutazione, evidenziando un contesto ad alta crescita che contraddice i segnali tipici dell’indifferenziazione. Il valore del mercato globale dell’Industrial Internet of Things è stato stimato in 483,16 miliardi di dollari nel 2024 e dovrebbe raggiungere 1.693,44 miliardi di dollari entro il 2030, con un CAGR del 23,3% tra il 2025 e il 2030. 

Questo scenario di forte crescita rappresenta un’opportunità unica per gli attori posti all’inizio della catena del valore industriale: i costruttori di macchine. 

Il pilastro OEM: trasformare le macchine in smart asset 

La collaborazione con gli Original Equipment Manufacturer, gli OEM, rappresenta un pilastro fondamentale per rispondere alla crescente domanda di tecnologie performanti e scalabili. Per i costruttori di macchine, Velotic offre un portfolio hardware-agnostic e AI-focused, progettato per integrare l’intelligenza direttamente alla fonte. 

Grimes individua nella sinergia tra questa base software e le competenze locali la chiave per un’implementazione di successo. 

Partner come ServiTecno possono svolgere un ruolo cruciale nel collegare il potente stack IIoT di Velotic alle applicazioni OEM reali. ServiTecno può consentire ai costruttori di macchine di integrare l’intelligenza alla fonte, trasformando macchine standalone in asset intelligenti e connessi, capaci di generare valore continuativo nei mercati globali”, aggiunge. 

Attraverso questo approccio collaborativo, i costruttori di macchine possono integrare l’intera profondità del portfolio all’interno dei propri equipment. La strategia consente agli OEM di utilizzare Kepware per ottenere connettività universale e sicura su qualsiasi dispositivo o sensore legacy, normalizzando efficacemente i dati senza la necessità di hardware custom. 

ThingWorx amplia ulteriormente queste capacità, fungendo da piattaforma per la creazione di digital twin, il monitoraggio remoto e l’orchestrazione edge-to-cloud. Infine, implementando Proficy, gli OEM accedono a HMI/SCADA ad alte prestazioni, historian e MES, abilitando manutenzione predittiva e ottimizzazione dei processi direttamente all’interno della macchina. 

Orizzonti in espansione: il focus strategico di Velotic sul mercato italiano 

Operando come leader pure-play, Velotic dà priorità a un modello di business partner-centric come principale motore di crescita globale. Allontanandosi dalle strutture di servizio interne tipiche dei grandi conglomerati, l’azienda valorizza un ecosistema specializzato di esperti globali e locali. 

“Saremo un’azienda fortemente partner-centric. Oggi oltre il 40% dei nostri ricavi combinati è rappresentato dai partner e la nostra intenzione è portare questa quota al 60-70% del business di Velotic”, spiega Grimes. 

In Italia, questa strategia poggia su una solida base installata in settori altamente regolamentati come Pharma e Utilities, dove le tecnologie Velotic sono già riconosciute come soluzioni affidabili, performanti e adatte a sfide operative complesse. A partire da questa leadership, il focus si sta ora spostando verso la valorizzazione dell’ampio potenziale ancora inespresso presente in altri ambiti di eccellenza nazionale. 

“Aumentare la nostra quota di mercato in altri settori di eccellenza dell’industria italiana sarebbe per noi motivo di grande orgoglio. Ci riferiamo, per esempio, a Food & Beverage, Automotive e ad altri comparti in cui abbiamo forti referenze globali e, quindi, la capacità di garantire performance e risultati”, aggiunge. 

Un ecosistema collaborativo resta l’anello essenziale per tradurre software di alto livello in successo operativo. Attraverso le competenze verticali di partner come ServiTecno, la tecnologia viene adattata per rispondere ai vincoli rigorosi del mercato italiano, assicurando che ogni deployment sia al tempo stesso compliant e ottimizzato per le esigenze produttive locali.