Sostenibilità digitale: più efficienza, sicurezza e meno impatto ambientale per l’industria

Sostenibilità digitale: più efficienza, sicurezza e meno impatto ambientale per l’industria

Tempo di lettura: 22 minuti

Una guida completa per garantire la continuità operativa e proteggere i tuoi impianti industriali dalle minacce informatiche con soluzioni avanzate di sicurezza OT

 

Indice

  1. Cosa si intende per sostenibilità digitale
  2. Perché la sostenibilità industriale passa dalla trasformazione digitale
  3. Twin Transition: come integrare sostenibilità digitale e innovazione industriale
  4. Come implementare la sostenibilità digitale e ridurre gli sprechi
  5. Qual è il legame tra cybersecurity industriale e sostenibilità digitale
  6. Sostenibilità digitale: settori applicativi e case study reali
  7. Competenze digitali per la sostenibilità industriale: formazione e supporto
  8. Perché adottare la sostenibilità digitale per il tuo impianto industriale

Cosa si intende per sostenibilità digitale

La sostenibilità digitale rappresenta l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi industriali con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa ed energetica, ridurre gli sprechi, minimizzare l’impatto ambientale promuovendo una maggiore trasparenza nelle performance ESG (Environmental, Social, Governance). È l’approccio con cui le tecnologie digitali vengono progettate, sviluppate e implementate per supportare in modo attivo la costruzione di un futuro più equo, inclusivo e rispettoso dell’ambiente. Essa riguarda non solo l’impatto ambientale delle tecnologie stesse, ma anche il loro ruolo nel favorire modelli di sviluppo sostenibili, bilanciando gli aspetti economici, sociali e ambientali.

Le tecnologie digitali rappresentano un’opportunità per evolvere verso processi aziendali più sostenibili e modelli di business più responsabili (smart working, Industria 5.0), migliorando la tracciabilità dei dati e promuovendo pratiche aziendali più trasparenti e inclusive.

In questo scenario, il digitale non è visto solo come un fine, ma come uno strumento essenziale per rispondere alle sfide globali di sostenibilità. Se ben governata, la trasformazione digitale può accelerare il raggiungimento di obiettivi sostenibili, creando valore in modo responsabile, equilibrando crescita economica, benessere sociale e tutela ambientale. Integrando la sostenibilità digitale nelle proprie strategie, le imprese possono ottenere vantaggi competitivi significativi, migliorare la resilienza operativa e contribuire a un futuro più sostenibile.

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Digitale e Sostenibilità: ancora poco diffusa la sinergia tra le due dimensioni

Secondo una recente ricerca dell’Osservatorio Digital & Sustainable della School of Management del Politecnico di Milano, il digitale può rappresentare un potente acceleratore della transizione sostenibile, purché venga progettato e utilizzato in modo responsabile. Tuttavia, le sinergie tra innovazione digitale e sostenibilità restano ancora poco sviluppate: su 92 iniziative europee analizzate, solo il 13% di quelle in ambito sostenibilità considera il digitale un elemento centrale, mentre tra quelle sul digitale, il 90% include la sostenibilità, ma quasi esclusivamente per aspetti sociali e di governance.

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Le grandi aziende

Le grandi imprese italiane mostrano un’alta propensione agli investimenti sia in ambito digitale sia in area sostenibilità. L’84% delle grandi aziende italiane investe intensamente sia in innovazione digitale che in sostenibilità, anche se il 17% è focalizzato esclusivamente su una singola area di sostenibilità (ambientale, sociale o di governance). Il 98% ha un responsabile IT, l’83% un responsabile della sostenibilità, ma solo il 10% un Digital Sustainability Officer, che coniuga innovazione digitale e sostenibilità.

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Le PMI

Tra le PMI, gli investimenti sono più limitati: solo il 53% alloca risorse significative nel digitale e solo il 42% in sostenibilità. Considerando l’approccio integrato, il 35% delle PMI investe poco o nulla in entrambe le dimensioni, il 31% investe intensamente sia in innovazione digitale che in sostenibilità, mentre l’’uso sinergico è molto limitato: solo l’8% utilizza il digitale in modo intensivo per perseguire obiettivi di sostenibilità a tutto tondo, il 6% utilizza le linee guida sulla sostenibilità per guidare la digitalizzazione.

Dal punto di vista organizzativo, il 67% delle PMI non dispone di una figura interna dedicata al digitale e il 63% non ha alcun referente per la sostenibilità e non avverte l’esigenza di introdurlo.

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Perché la sostenibilità industriale passa dalla trasformazione digitale

Nell’industria contemporanea, la sostenibilità non è più un’opzione, ma un imperativo strategico. La crescente pressione normativa, le richieste dei consumatori, le esigenze di trasparenza e gli obiettivi di riduzione delle emissioni stanno ridefinendo le priorità del settore manifatturiero e industriale. Tuttavia, la vera svolta nella direzione della sostenibilità non può prescindere dalla trasformazione digitale. Strumenti come l’Internet of Things (IoT), l’Intelligenza Artificiale (AI), i Data Analytics, il Cloud Computing e i Digital Twin offrono oggi alle imprese la possibilità di misurare, ottimizzare e innovare i propri processi in ottica sostenibile.

1) La sostenibilità come leva strategica, non solo etica

Fino a pochi anni fa, la sostenibilità era percepita soprattutto come un dovere etico o un vincolo normativo. Oggi è un fattore chiave di competitività. Le imprese più lungimiranti hanno compreso che i principi ESG sono fondamentali non solo per attrarre investitori e clienti, ma anche per migliorare la resilienza operativa e la creazione di valore a lungo termine.

Secondo il 2025 Global Risk Report del World Economic Forum, tra i principali rischi percepiti a livello globale nel medio e lungo termine vi sono gli eventi climatici estremi e, soprattutto, l’inazione rispetto al cambiamento climatico, ovvero la mancata adozione di misure adeguate per ridurre le emissioni e mitigare gli effetti ambientali. Queste minacce non riguardano solo l’ambiente, ma anche la stabilità economica e sociale dei Paesi e delle imprese. Di conseguenza, le imprese che scelgono di integrare criteri di sostenibilità nei propri modelli di business – ad esempio adottando pratiche a basse emissioni, migliorando l’efficienza energetica o investendo in innovazione sostenibile – dimostrano una maggiore capacità di adattamento ai rischi sistemici, migliorando nel tempo anche le proprie performance finanziarie. Questo perché sono meglio preparate a rispondere alle nuove regolazioni ambientali, ai cambiamenti nella domanda dei consumatori e alle aspettative degli investitori sempre più attenti ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance).

Ma non si tratta solo di performance finanziarie. Le aziende che guidano la transizione digitale green diventano più attrattive per i giovani talenti, ottengono migliori condizioni di finanziamento e riescono a differenziarsi in mercati sempre più attenti all’impronta ambientale dei prodotti e servizi offerti.

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2) L’importanza dei dati per misurare e migliorare le performance ambientali

In un contesto industriale sempre più orientato alla sostenibilità, i dati rappresentano la chiave per comprendere, misurare e ottimizzare le performance ambientali. Le aziende sono oggi chiamate non solo a ridurre l’impatto ambientale dei propri processi produttivi, ma anche a dimostrarne i progressi in modo trasparente, misurabile e verificabile. In questo scenario, la raccolta e l’elaborazione dei dati assumono un ruolo centrale.

La crescente disponibilità di dati generati dagli impianti – provenienti da sensori, PLC, sistemi SCADA, MES e IoT – consente di monitorare in tempo reale variabili critiche come consumi energetici, emissioni, portate d’acqua, temperature, pressioni, scarti di produzione e molto altro. Tuttavia, la semplice raccolta di questi dati non è sufficiente: è l’analisi avanzata a trasformare i dati grezzi in informazioni utili all’azione.

Grazie all’uso di strumenti di data analytics, machine learning e intelligenza artificiale, è possibile identificare correlazioni tra variabili, rilevare inefficienze, prevedere comportamenti anomali e ottimizzare i processi in ottica sia produttiva che ambientale. Grazie alla real-time data analysis, le industrie possono dotarsi di sistemi di monitoraggio continuo che permettono di identificare tempestivamente anomalie sia di natura organizzativa che funzionale. Ma c’è di più: grazie al confronto fra le analisi dati in tempo reale e le informazioni storiche è possibile effettuare analisi predittive capaci di anticipare potenziali problemi e di intervenire preventivamente per ridurre gli sprechi, migliorare il rendimento energetico di un impianto o limitare l’uso di risorse naturali.

L’accesso ai dati di produzione permette di utilizzare nuovi e più efficaci modelli decisionali per l’ottimizzazione dei processi produttivi e la gestione della supply chain.

L’adozione di soluzioni di monitoraggio intelligente consente anche di supportare la conformità alle normative ambientali e alla rendicontazione ESG, grazie alla possibilità di tracciare con precisione i KPI ambientali e confrontare i risultati con gli obiettivi aziendali o regolatori.

In sintesi, la digitalizzazione e l’analisi intelligente dei dati rappresentano un vero e proprio abilitatore per la sostenibilità: senza dati non c’è controllo, senza controllo non c’è miglioramento. Le imprese che investono in questo ambito sono più pronte a rispondere alle sfide ambientali, più resilienti e più competitive nel lungo periodo.

Si stima che, nel 2025, il mercato globale dei Big Data varrà 348,21 miliardi di dollari, trainati da un’impennata dell’adozione dell’analisi dei dati. Entro il 2032, si prevede raggiungerà i 924,39 miliardi di dollari, crescendo a un tasso del 13% annuo. Nel 2025 saranno generati 181 zettabyte di dati.​

3) L’integrazione tra digitalizzazione e normative

La sinergia tra trasformazione digitale e compliance normativa è oggi un pilastro strategico per le imprese che intendono affrontare la sostenibilità in modo strutturato e misurabile. Le direttive europee più recenti – dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) all’EU Taxonomy, fino al nuovo regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) – impongono requisiti sempre più stringenti in termini di rendicontazione, trasparenza e tracciabilità degli impatti ambientali, sociali e di governance.

A queste si aggiungono la Direttiva 2024/825 contro il greenwashing, che mira a prevenire comunicazioni ambientali ingannevoli, e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), che obbliga le aziende a identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi lungo l’intera catena del valore.

Per adeguarsi, le imprese devono disporre di sistemi avanzati per raccogliere e validare dati ESG, integrandoli nei processi decisionali e nei report di sostenibilità, secondo gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards). In questo contesto, tecnologie digitali come Industrial IoT, machine learning, cloud e piattaforme collaborative si rivelano strumenti abilitanti per una compliance efficace e accurata: SCADA e industrial analytics permettono il monitoraggio in tempo reale dei consumi e delle anomalie, l’intelligenza artificiale ottimizza processi e previsioni, mentre il cloud assicura trasparenza, backup, tracciabilità e conformità lungo la filiera.

Questa evoluzione normativa si inserisce in una visione più ampia delineata dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. I suoi 17 Sustainable Development Goals (SDGs) non costituiscono solo una cornice valoriale, ma sempre più spesso si traducono in obiettivi regolamentati e misurabili. Il Green Deal europeo, che rappresenta la risposta politica dell’UE all’Agenda 2030, ha infatti generato un ecosistema normativo che spinge le imprese a integrare sostenibilità e digitalizzazione, non come percorsi paralleli, ma come leve complementari per la creazione di valore, competitività e resilienza a lungo termine.

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Il quadro normativo europeo:  

  • CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive): estende in modo significativo l’obbligo di rendicontazione di sostenibilità, sostituendo la precedente Non-Financial Reporting Directive (NFRD). A partire dal 2024 (per i bilanci relativi al 2023), la CSRD richiede alle grandi imprese e, progressivamente, anche alle PMI quotate, di redigere un report di sostenibilità secondo gli standard ESRS, che includano informazioni dettagliate e verificabili su impatti ambientali, sociali e di governance. Le imprese devono dotarsi di sistemi in grado di raccogliere, elaborare e validare dati ESG lungo l’intera catena del valore.
  • EU Taxonomy: è un sistema di classificazione che definisce quali attività economiche possono essere considerate sostenibili dal punto di vista ambientale. Le imprese soggette alla CSRD devono indicare quanto del loro fatturato, dei costi operativi e degli investimenti è allineato alla tassonomia. Ciò implica un’attenta mappatura delle attività aziendali, supportata da strumenti digitali in grado di garantire coerenza e tracciabilità.
  • ESPR (EcoDesign for Sustainable Products Regulation): approvato nel 2024 e in fase di progressiva attuazione, l’ESPR estende il concetto di ecodesign a tutti i prodotti immessi sul mercato europeo, e non più solo ai dispositivi energetici. Prevede l’introduzione del Passaporto Digitale del Prodotto (Digital Product Passport, DPP), un sistema digitale che dovrà contenere informazioni dettagliate su sostenibilità, durabilità, riciclabilità e contenuto di materiali riciclati. Le imprese dovranno adeguare i propri processi produttivi e informativi entro i termini definiti per ciascuna categoria merceologica, con le prime applicazioni attese dal 2026 per alcuni settori prioritari (es. elettronica, tessile, batterie).
  • Direttiva UE 2024/825: pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 6 marzo 2024 ed entrata in vigore il 26 marzo 2024, la Direttiva UE 2024/825 modifica le precedenti direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE, con l’obiettivo di rafforzare la protezione dei consumatori contro pratiche commerciali sleali, in particolare il greenwashing, e migliorare l’informazione per facilitare la transizione verso un consumo più sostenibile. Gli Stati membri dell’UE sono tenuti a recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti nazionali entro il 27 marzo 2026. Le disposizioni della direttiva diventeranno applicabili a partire dal 27 settembre 2026.
  • Direttiva (UE) 2024/1760 (EUR-Lex): nota come Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), è entrata in vigore il 25 luglio 2024. La direttiva impone alle grandi aziende l’obbligo di identificare, prevenire, mitigare e rendicontare gli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente derivanti dalle loro operazioni, dalle loro filiali e dalle loro catene di approvvigionamento. Le imprese sono tenute ad adottare piani che assicurino che il loro modello di business sia compatibile con la transizione verso un’economia sostenibile e con la limitazione del riscaldamento globale a 1,5°C, in linea con l’Accordo di Parigi. ​Si applica a:
    • imprese dell’UE con più di 5.000 dipendenti e un fatturato mondiale superiore a 1,5 miliardi di euro;
    • imprese non appartenenti all’UE con un fatturato generato nell’UE superiore a 1,5 miliardi di euro.

Gli Stati membri devono recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti nazionali entro il 26 luglio 2026. L’applicazione delle disposizioni alle aziende avverrà in modo graduale, in funzione del numero di dipendenti e del fatturato dal 26 luglio 2027 al 26 luglio 2029.

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Il ruolo delle tecnologie digitali per la sostenibilità industriale

Le tecnologie digitali sono ormai fondamentali per coniugare sostenibilità ambientale e competitività industriale. Strumenti come Industrial Internet of Things (IIoT), Intelligenza Artificiale, cloud, analytics e soluzioni ESG digitali abilitano un controllo avanzato dei processi produttivi, permettendo di ridurre sprechi, migliorare l’efficienza e anticipare le criticità. Sistemi SCADA e Industrial Analytics monitorano in tempo reale consumi e prestazioni, mentre AI e machine learning favoriscono una gestione predittiva e sostenibile delle risorse. Il cloud, infine, abilita collaborazione, tracciabilità e conformità normativa, rendendo il digitale il motore di un approccio data-driven alla sostenibilità, capace di generare valore e vantaggio competitivo.

Servitecno: abilitare la sostenibilità digitale

In un contesto industriale sempre più orientato all’efficienza e alla responsabilità ambientale, Servitecno si afferma come partner strategico per la sostenibilità digitale. Le nostre soluzioni abilitano le imprese a integrare tecnologie avanzate nei propri processi, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale, migliorare le performance operative e garantire la conformità alle normative europee.

Grazie a strumenti come SCADA, Industrial IoT, AI e analytics, supportiamo i nostri clienti nel monitoraggio e nell’ottimizzazione continua dei processi. Questo significa controllo in tempo reale dei consumi, individuazione di anomalie, gestione predittiva degli asset e uso intelligente delle risorse – tutti elementi fondamentali per ridurre sprechi e costi.

Le nostre soluzioni digitali consentono di raccogliere, analizzare e documentare i dati ambientali in modo preciso e trasparente, facilitando la rendicontazione secondo le principali normative europee. Questo approccio consente alle imprese di dimostrare il proprio impegno ESG, prevenire il rischio di greenwashing e allinearsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030.

Servitecno promuove un modello di industria data-driven, dove le decisioni sono guidate da informazioni affidabili e tempestive. Rendere sostenibile un processo produttivo significa misurare per migliorare, e noi forniamo gli strumenti per farlo, anche in impianti già esistenti.

Il nostro impegno come Società Benefit

Nel 2023, Servitecno ha compiuto un passo ulteriore, trasformandosi formalmente in Società Benefit. Questo status rappresenta la naturale evoluzione di un impegno che ci accompagna fin dalla fondazione: unire agli obiettivi di business la creazione di valore condiviso per la collettività e l’ambiente. Come Società Benefit, perseguiamo finalità di beneficio comune in modo trasparente e misurabile, definendo obiettivi ESG chiari e verificabili.
Una scelta che rafforza il nostro ruolo di abilitatore tecnologico e di impresa responsabile, attenta alla sostenibilità, alla trasparenza e all’impatto positivo sul territorio. Con Servitecno, la sostenibilità non è solo un obiettivo etico, ma un vantaggio competitivo concreto: efficienza, resilienza, conformità e innovazione, in un’unica visione integrata.

Twin Transition: come integrare sostenibilità digitale e innovazione industriale

La Twin Transition, o transizione gemella, è il processo che integra sinergicamente la transizione digitale con quella energetica. Si basa sull’idea che le tecnologie digitali – come l’intelligenza artificiale, il cloud, l’IoT e l’analisi dei dati – non solo abilitino una maggiore efficienza e innovazione, ma rappresentino anche strumenti essenziali per affrontare le sfide ambientali. Questa convergenza consente di sviluppare modelli industriali sustainable by design, in cui la digitalizzazione supporta la sostenibilità ambientale sin dalla fase progettuale dei prodotti e dei processi.

Perché è centrale per l’industria

Per le imprese industriali e quelle manifatturiere in particolare, la Twin Transition è una priorità strategica e un requisito di compliance. In un contesto segnato da forte pressione competitiva, crescente complessità normativa (es. CSRD) e nuovi obiettivi climatici, le aziende sono chiamate a digitalizzarsi e diventare sostenibili in parallelo. Il digitale consente non solo di migliorare l’efficienza e ridurre sprechi, ma anche di garantire la tracciabilità e la rendicontazione dell’impatto ambientale, abilitando modelli di business circolari e orientati al servizio. Permettendo il monitoraggio avanzato dei processi, l’ottimizzazione energetica e l’automazione delle decisioni, le tecnologie digitali diventano così fattori chiave per trasformare la sostenibilità in leva competitiva e valore condiviso lungo l’intera filiera.

Un pilastro delle strategie europee

La Twin Transition è al centro delle principali politiche industriali e ambientali dell’Unione Europea. Il Green Deal, il Digital Compass 2030, il Piano Transizione 5.0 e il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ne promuovono l’attuazione attraverso incentivi, linee guida e obiettivi vincolanti. In particolare, la digitalizzazione dei processi produttivi è vista come la chiave per raggiungere la neutralità climatica, migliorare la tracciabilità dei dati e abilitare una rendicontazione ESG trasparente e basata su evidenze.

In questo scenario, affrontare la Twin Transition non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Le aziende che riescono a unire innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale sono più preparate a cogliere le opportunità del cambiamento, a ridurre i rischi di non conformità e a differenziarsi in un mercato sempre più orientato alla responsabilità sociale e ambientale.

Come implementare la sostenibilità digitale e ridurre gli sprechi

L’integrazione tra tecnologie digitali e sostenibilità richiede una strategia chiara e strumenti concreti. Le aziende devono dotarsi di soluzioni per raccogliere dati, analizzarli, trasformarli in insight operativi e usarli per migliorare i KPI ESG. Strumenti di monitoraggio, analisi e automazione permettono di ottimizzare i consumi energetici, mentre soluzioni basate su AI e Machine Learning aprono la strada a una gestione predittiva delle risorse. Infine, gli strumenti di Sustainability Insights offrono dati concreti per misurare i progressi e guidare decisioni consapevoli.

Strumenti di monitoraggio, analisi e automazione per l’efficienza energetica

Per le imprese, migliorare l’efficienza energetica non è solo una questione di sostenibilità, ma anche un fattore chiave per la competitività. Le soluzioni di monitoraggio, analisi e automazione dei processi, come i sistemi SCADA e le piattaforme di industrial analytics, rappresentano oggi strumenti fondamentali per ridurre sprechi, consumi e costi.

Le tecnologie SCADA (Supervisory Control and Data Acquisition) offrono un controllo in tempo reale sui processi industriali, abilitando il monitoraggio continuo di parametri chiave come temperature, pressioni e consumi energetici. Ma i dati, da soli, non bastano: è la loro contestualizzazione che permette di trasformarli in decisioni strategiche per la sostenibilità.

L’adozione di strumenti di industrial analytics permette di definire percorsi virtuosi di ottimizzazione ed efficientamento. Le soluzioni di analytics aggregano i dati grezzi in indicatori chiave di prestazione (KPI), rendendo possibile un controllo più puntuale dei consumi e l’interpretazione dei dati in chiave predittiva.

Un esempio concreto è Proficy CSense, la piattaforma di GE Vernova, distribuita in Italia da ServiTecno. Questo software consente di analizzare grandi volumi di dati provenienti da fonti eterogenee, identificare inefficienze, prevedere guasti e automatizzare interventi correttivi. Basato su algoritmi di machine learning, il software consente di riconoscere pattern nei consumi, individuare picchi anomali di energia e simulare azioni di miglioramento applicabili in tempo reale.

Grazie alle soluzioni Proficy di GE Vernova è possibile migliorare efficienza produttiva e sostenibilità. 

Ridurre l’impatto ambientale significa anche aumentare la trasparenza verso stakeholder, investitori e autorità di regolazione. In questo senso, l’analisi dei dati energetici supporta la compliance con normative come la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) dell’UE, che richiede rendicontazioni ESG sempre più dettagliate e verificabili. In definitiva, adottare strumenti avanzati di monitoraggio e analisi rappresenta una leva concreta per conciliare innovazione, competitività e sostenibilità ambientale. 

Soluzioni AI e Machine Learning per una sostenibilità predittiva

L’intelligenza artificiale (AI) e il machine learning (ML) stanno trasformando il settore industriale, offrendo soluzioni avanzate per prevedere anomalie, ottimizzare i consumi e migliorare la gestione degli asset. Queste tecnologie analizzano grandi volumi di dati provenienti da vari sensori e sistemi industriali, permettendo di identificare pattern ricorrenti, prevedere guasti e ottimizzare i processi in tempo reale.

Previsione e ottimizzazione dei consumi

Il machine learning, la disciplina che studia la creazione di algoritmi che permettono alle macchine di apprendere dai dati, è in grado di creare modelli predittivi che simulano il comportamento degli impianti e delle macchine, individuando potenziali inefficienze o situazioni anomale prima che si verifichino. Questo permette di ottimizzare i consumi energetici, riducendo gli sprechi e migliorando la gestione delle risorse. L’adozione di modelli predittivi consente, inoltre, di stabilire strategie di manutenzione proattiva, che evitano costosi guasti e malfunzionamenti, migliorando l’efficienza operativa complessiva.

Gli algoritmi di machine learning analizzano i dati per identificare aree critiche e determinare le variabili su cui intervenire per ottenere azioni migliorative. Questo processo consente un’ottimizzazione complessiva dei consumi di energia, migliorando l’efficienza dei macchinari e degli impianti.

Sfide e opportunità nell’implementazione di AI e ML

Nonostante il grande potenziale, l’integrazione di AI e ML presenta delle sfide legate, in particolare, alla qualità dei dati. È essenziale che siano corretti, puliti e consistenti, poiché solo in questo modo è possibile ottenere risultati affidabili. Se i dati in ingresso sono errati o incompleti, gli algoritmi non potranno produrre modelli predittivi accurati, compromettendo l’efficacia delle soluzioni. Pertanto, un’attenzione particolare va dedicata alle fasi iniziali di selezione, raccolta e preparazione dei dati. Un altro elemento chiave è l’utilizzo di piattaforme avanzate di analisi e visualizzazione dei dati, che consentono di aggregare e monitorare informazioni in tempo reale. Queste piattaforme rendono possibile una comprensione immediata dei fenomeni in corso, facilitando la presa di decisioni e il miglioramento continuo dei processi.

Sustainability Insights: un alleato per misurare e migliorare la sostenibilità digitale

La sostenibilità aziendale sta diventando un tema centrale per le imprese di ogni settore, ma spesso l’implementazione di iniziative sostenibili può risultare complessa senza le giuste soluzioni ESG digitali per misurare e monitorare i progressi. Proficy for Sustainability Insights di GE Vernova è la piattaforma pensata per supportare le aziende in questo percorso.

Rendicontazione ESG e trasparenza

Proficy for Sustainability Insights permette alle aziende di raccogliere e analizzare in tempo reale dati relativi a consumi energetici, emissioni e impatti sociali. L’integrazione di questi dati con altre sorgenti aziendali consente di ottenere una visione completa e precisa della performance sostenibile, migliorando la rendicontazione ESG (ambientale, sociale e di governance). La piattaforma offre dashboard personalizzabili e template per KPI, che aiutano le aziende a monitorare i progressi rispetto agli obiettivi di sostenibilità, a garantire la conformità alle normative e a rafforzare la trasparenza verso i vari stakeholder.

Ottimizzazione dei KPI ambientali

Una delle sfide principali nell’ambito della sostenibilità è l’ottimizzazione dei KPI ambientali, essenziale per ridurre l’impronta di carbonio e migliorare l’efficienza operativa. Proficy for Sustainability Insights facilita questo processo fornendo informazioni basate sui dati che permettono di ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre i costi e adottare pratiche produttive a bassa emissione di carbonio. Attraverso l’analisi avanzata e l’utilizzo di algoritmi di machine learning, la piattaforma aiuta le aziende a identificare inefficienze e aree di miglioramento, supportando la gestione attiva e continua dei KPI ambientali.

Un approccio scalabile e data-driven

L’efficacia di un sistema di monitoraggio della sostenibilità dipende dalla qualità e tempestività dei dati. Proficy for Sustainability Insights integra una serie di strumenti che permettono di raccogliere dati da diversi ambiti aziendali, creando una panoramica coerente delle performance sostenibili. Con una forte componente di analisi basata su approccio data-driven, la piattaforma consente alle aziende di ottenere risultati concreti in tempi rapidi, facilitando la decisione e l’implementazione di azioni correttive dove necessario.

Tracciabilità e controllo dei processi batch: il valore del reporting intelligente

Per un’industria davvero sostenibile e orientata al miglioramento continuo, non basta più raccogliere dati: è essenziale trasformarli in report precisi, comprensibili e tempestivi. È qui che entra in gioco il batch reporting, un approccio strategico per monitorare l’esecuzione dei processi, confrontare le performance e garantire la compliance a normative come FDA, ISO, GMP e CSRD.

Soluzioni come Dream Report 2025, distribuita da ServiTecno, permettono di automatizzare la generazione di report e dashboard partendo da dati reali di impianto. Il sistema consente di identificare e registrare i batch, monitorarne l’evoluzione, confrontarli con un golden batch di riferimento e produrre documentazione immediata e conforme. Il tutto con la massima semplicità d’uso e compatibilità con ambienti standard e custom (GE Vernova, SQL Server, Emerson…).

Questo tipo di reporting migliora l’efficienza operativa, riduce gli errori manuali, facilita la rendicontazione ESG e abilita una governance più solida dei processi critici. Dream Report supporta anche scenari avanzati come i batch nidificati (standard S88), con generazione automatica di report solo in caso di deviazioni, e invio via email se si verificano condizioni predefinite.

In uno scenario in cui le imprese sono chiamate a dimostrare il proprio impegno ambientale, sociale e normativo in modo trasparente, il reporting batch diventa un alleato fondamentale per costruire una strategia sostenibile basata su dati verificabili e azioni concrete.

Qual è il legame tra cybersecurity industriale e sostenibilità digitale

Cybersecurity industriale e sostenibilità digitale sono strettamente connesse, poiché una gestione sicura e affidabile dei sistemi industriali è fondamentale per garantire l’efficienza, la continuità operativa e la protezione dell’ambiente. La sicurezza operativa non riguarda solo la protezione dei dati, ma anche la sicurezza fisica degli impianti, delle persone e dell’ambiente. Un attacco informatico mirato ai sistemi operativi industriali (OT) può infatti compromettere gravemente la continuità delle operazioni, l’integrità dei dati e, in alcuni casi, la sicurezza ambientale. Le conseguenze di questi attacchi possono essere devastanti, causando danni alle macchine, interruzioni nei processi di produzione e aumentando l’impronta ecologica delle operazioni industriali.

Gli incidenti informatici che colpiscono le infrastrutture OT possono avere impatti negativi sulla sicurezza ambientale, ad esempio alterando i processi che regolano il consumo di energia o il trattamento dei rifiuti. Questo non solo aumenta i rischi per l’ambiente ma compromette anche gli obiettivi di sostenibilità delle aziende. La perdita di dati critici, la manipolazione dei sistemi di controllo o l’impossibilità di operare in modalità sicura possono impedire a un’azienda di raggiungere i suoi obiettivi di efficienza energetica e riduzione delle emissioni.

Il mercato della cybersecurity è destinato a crescere in modo significativo nei prossimi anni. Entro il 2025, si prevede che raggiungerà un valore complessivo di circa 203 miliardi di dollari a livello globale. All’interno di questo settore, il segmento dei Security Services risulterà il più rilevante, con un volume stimato di oltre 103 miliardi di dollari. La crescita continuerà con un tasso annuo medio (CAGR) del 7,58% tra il 2025 e il 2029, portando il mercato a superare i 271 miliardi di dollari entro la fine del periodo.

Il Rapporto Clusit 2025  — pubblicato dall’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica — conferma un trend allarmante: gli attacchi informatici continuano ad aumentare in modo costante e sempre più sofisticato, colpendo aziende, enti pubblici e infrastrutture critiche.

Negli ultimi cinque anni il numero di incidenti gravi rilevati è quasi raddoppiato. A livello globale, la media mensile degli attacchi è passata dai 156 del 2020 ai 295 del 2024. Il settore manifatturiero si conferma uno dei bersagli preferiti dai cyber criminali, sia a livello globale che in Italia.

A livello mondiale la Manifattura si posiziona al settimo posto tra i settori più colpiti (6,3% degli attacchi), in crescita del 38%. In Italia, il Manifatturiero è invece al secondo posto (15,7% degli attacchi, +3%), preceduto solo dal settore news/multimedia.

Per prevenire questi rischi, ServiTecno promuove un approccio basato sulla Security-by-Design, un concetto che integra la sicurezza direttamente nel processo di progettazione dei sistemi industriali. Questo approccio si fonda su tre principi fondamentali:

  1. Anomaly Detection: una conoscenza approfondita degli asset e dei processi è essenziale per identificare tempestivamente anomalie che potrebbero segnalare attacchi o malfunzionamenti. Riconoscere precocemente questi eventi è il primo passo per prevenirne le conseguenze.
  2. Backup & Restart: ridurre i tempi di inattività e ripristinare rapidamente le configurazioni è cruciale per minimizzare i danni. Proteggere la produzione da modifiche non rilevate e minacce informatiche permette di mantenere l’efficienza operativa, riducendo al contempo gli impatti sull’ambiente.
  3. Comunicazione Sicura: garantire una comunicazione sicura tra i sistemi di fabbrica e la rete enterprise è essenziale per evitare la compromissione dei dati sensibili. Tecnologie avanzate e politiche di sicurezza rigorose sono necessarie per proteggere i flussi informativi e garantire la resilienza operativa.

Inoltre, ServiTecno promuove l’adozione di un piano B per gestire i tempi di recupero in caso di downtime imprevisti. Questa preparazione consente alle aziende di ripartire rapidamente, riducendo l’impatto negativo sull’efficienza operativa e sugli obiettivi di sostenibilità.

In conclusione, la protezione dei sistemi industriali da attacchi informatici non è solo una questione di sicurezza IT, ma è strettamente legata alla sostenibilità digitale. Implementando soluzioni di cybersecurity industriale avanzate, le aziende possono proteggere non solo i loro asset fisici e i dati, ma anche ottimizzare l’efficienza, ridurre i rischi ambientali e supportare una crescita sostenibile a lungo termine.

Sostenibilità digitale: settori applicativi e case study reali

Le soluzioni ESG digitali rappresentano un potente strumento al servizio della sostenibilità e dell’efficienza operativa in settori strategici come energia, ciclo idrico, alimentare e manifatturiero. Grazie alla capacità di trasformare i dati in insight utili, queste tecnologie permettono di ottimizzare risorse, ridurre gli sprechi e migliorare le performance ambientali lungo l’intero ciclo produttivo, monitorando i rischi ESG legati al settore di attività ed impostando una strategia di sostenibilità efficace e personalizzata in base alle necessità.

Ecco alcuni esempi di come le soluzioni GE Vernova possono supportare concretamente il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e ottimizzazione dei processi:

  • un’azienda food & beverage ha ottenuto un miglioramento del 20% dell’Overall Equipment Effectiveness;
  • una utility operante nel settore idrico ha registrato un incremento del 20% di biogas per elettricità attraverso l’ottimizzazione della produzione;
  • un’azienda che opera nel settore minerario ha ottenuto un miglioramento del 40% della stabilità del pH – elemento fondamentale per la gestione del processamento del platino – riducendo la variazione da 1,2 a 0,7.

Tali miglioramenti non solo portano vantaggi economici, ma contribuiscono anche agli obiettivi di sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale delle operazioni industriali. AI e ML offrono soluzioni concrete per una sostenibilità predittiva, rendendo i processi industriali più efficienti, meno impattanti e pronti ad affrontare le sfide future.

Competenze digitali per la sostenibilità industriale: formazione e supporto

La transizione verso una sostenibilità industriale digitale efficace richiede un’adeguata formazione tecnica. Le aziende devono essere in grado di integrare soluzioni digitali per ottimizzare l’efficienza, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la gestione delle risorse. Questo processo richiede competenze specifiche e aggiornate, che possono solo derivare da programmi formativi mirati e da un supporto tecnico continuo.

ServiTecno offre ai propri clienti una serie di servizi di assistenza e consulenza che rispondono a differenti necessità. La sua esperienza dimostra che ogni applicazione industriale è unica e che, per evitare perdite di opportunità e garantire operazioni efficienti, è essenziale una formazione continua e un supporto tempestivo. ServiTecno, riconosciuta da GE Vernova come Certified Support Provider (CSP), si distingue per la qualità dei suoi servizi, grazie a tecnici certificati in grado di risolvere problemi tecnici e ottimizzare l’utilizzo delle soluzioni installate.

I servizi offerti da ServiTecno includono assistenza telefonica, via e-mail e interventi on-site per consulenza o formazione. Le soluzioni di supporto sono articolate in base alle esigenze dei clienti:

  • ST-Essential: per progetti non critici, con assistenza via e-mail e affiancamento per lo sviluppo dell’applicazione.
  • ST-Coaching: per progetti di media complessità, con assistenza via e-mail e telefonica.
  • ST-Solution Provider Limited e Standard: per System Integrator, con licenze di sviluppo, aggiornamenti e canali di comunicazione privilegiati con GE Digital.
  • ST-Maintenance: per applicazioni critiche, con supporto diretto e priorità nelle risposte.

Questi servizi permettono alle aziende di sviluppare, implementare e ottimizzare soluzioni digitali con l’assistenza di esperti, riducendo al minimo i rischi operativi e accelerando il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

Perché adottare la sostenibilità digitale per il tuo impianto industriale

Adottare la sostenibilità digitale per il tuo impianto industriale porta numerosi vantaggi competitivi. Integrarla nei processi aziendali consente di migliorare l’efficienza operativa, ridurre i costi e ottimizzare l’uso delle risorse, mentre favorisce una maggiore resilienza e trasparenza lungo l’intera filiera produttiva. Inoltre, consente di adempiere agli obblighi normativi europei, rafforzando la reputazione aziendale e contribuendo ad attrarre investitori attenti ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance).

L’approccio integrato e data-driven di ServiTecno consente di monitorare, analizzare e ottimizzare i consumi in tempo reale, riducendo l’impronta di carbonio e migliorando la performance ambientale, economica e sociale.

In questo modo, la sostenibilità non solo diventa un obiettivo raggiungibile, ma rappresenta anche un’opportunità per promuovere un futuro più sostenibile, competitivo e responsabile. Con il supporto tecnico specializzato e la consulenza personalizzata, ServiTecno permette alle aziende di affrontare la transizione verso la sostenibilità con agilità, riducendo i tempi di implementazione e massimizzando il ritorno sugli investimenti.

Se sei pronto a fare il passo verso un futuro più sostenibile, contattaci oggi stesso per richiedere una demo, scaricare uno dei nostri white paper o per qualsiasi altra informazione su come possiamo supportare il tuo percorso verso una maggiore efficienza e sostenibilità.

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